MARCHESATO DI SALUZZO
(prov. Cuneo)
MISTA' Le Valli del Romanico |
![]() Storia arte e fede nelle valli dei Marchesi di Saluzzo itinerari per pellegrini e turisti |
Le Valli del Romanico e del Gotico Le valli di Saluzzo hanno conosciuto, soprattutto tra il Tre e il Quattrocento, un periodo di floridezza economica che ha visto emergere orgogli municipali, cantieri di chiese e santuari e una vera civiltà alpina, che si manifestò non meno nella bella architettura civile delle borgate alte che nelle chiese, che svettano con tanti campanili romanici o gotici. |
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Il risveglio economico e artistico
del XII secolo si riassume qui in
Staffarda: l'abbazia della poesia
cistercense degli spazi in cui si
fondano la tradizione padana e
la nuova, pulita regola
dell'architettura d'oltralpe.
Fondata nel 1483 per volontà del
Marchese Ludovico II, è posta in
asse con la strada maestra
(l'attuale Via Vittorio Emanuele),
in scenografica prospettiva.
La struttura, in mattoni, presenta
sobri caratteri gotici. Bello è il
possente campanile.
Fondata secondo la tradizione per
volontà del re longobardo Astolfo (749-
756), da monaci provenienti dal
monastero di San Colombano di Bobbio,
nel Piacentino, Pagno fu, a lungo, la più
florida abbazia del Saluzzese. Nell'825
passò alle dipendenze della Novalesa,
quindi di San Pietro di Breme. La chiesa
conserva resti della facciata romanica
verso il cimitero, il bel campanile
databile al XIII-XIV secolo e affreschi di
età romanica e gotica. Tra questi
emerge il bellissimo Arcangelo
S.Michele, opera di Hans Clemer.
Uno dei monumenti più importanti della
zona. Eretta nel circuito del ricetto di cui
sopravvivono ancora l'antica porta e
tratti di mura, conserva il campanile
romanico (XI-XII secolo), dall'alta cuspide
gotica rivestita da tessere maiolicate (XV
sec.), con importanti resti di affreschi
anch'essi romanici nella cella al piano
terra (XI secolo).
La Parrocchiale di S. Maria
Assunta è un gioiello del gotico
piemontese, una piccola
sorpresa assolutamente da non
perdere per l'eleganza un po'
rustica della sua facciata, in cui il
cotto lavorato acquista le
morbidezze del gotico fiorito.
Isasca è il Comune più piccolo
della Val Varaita, appartato in
una valle boscosa e dolce
collegata alla Valle Bronda e alla
Val Po.
Il monumento più noto di
Sampeyre ha un impianto
romanico-gotico, ancora
evidente malgrado il
rimaneggiamento ottocentesco
della facciata. Sono originali il
rosone e il bel portale in pietra
scolpita, decorato da colonnine
con capitelli che recano teste di
uomini e di animali.
L'interno gotico esercita una
profonda suggestione. Notevoli
capitelli scolpiti delle alte
semicolonne e il fonte
battesimale in marmo (1482)
della bottega degli Zabreri di
Pagliero.
Ma l'oggetto degno di maggiore
attenzione sono i bellissimi
affreschi distribuiti nelle arcate
cieche sui due lati della navata,
attribuiti ai fratelli Biazaci.
La prima parrocchia di Casteldelfino è
stata la chiesina di Sant'Eusebio (donde
il nome "Villa Sancti Eusebii" dato al
Comune sin dal X secolo): d'impronta
romanica, con piccolo campanile a
vela traforato e portale in pietra ad arco
architravato, è quanto resta del primo
capoluogo distrutto da una frana nel
1391.
La moderna Parrocchiale conserva
come una reliquia il bel portale tardo-
romanico, dai capitelli ornati da teste
umane e animalesche, dell'antica
chiesa, sommersa nel 1942 sotto il lago
artificiale insieme a un'intera borgata: la
Ghieisa.
Risalente al XIV secolo, fu la Parrocchiale
di Chianale dal 1459 fino a tutto il
Seicento.
Semplice ed armoniosa, con campanile
a vela a triplice traforo e un portichetto
successivo, presenta un portale a triplice
ghiera centinata che anticipa quelli di
Casteldelfino, Sampeyre, Elva.
L'interno è ad aula con volta a botte. Gli
archi trasversali sono retti da mensole
scolpite con espressivi mascheroni e
têtes coupées.
All'VIII secolo risale la fondazione
dei due monumenti piú antichi
della Val Maira, ovvero le due
chiese legate al culto del martire
Costanzo.
San Costanzo al Monte, rinomato
gioiello romanico, ricostruita tra XI e
XII secolo sul sepolcro del Santo,
conserva un eccezionale impianto
architettonico con due chiese
sovrapposte e un repertorio di
sculture sia longobarde sia,
soprattutto, della fase romanica,
con capitelli scolpiti da maestri
lombardo-comacini.
L'antica Abbazia dei SS. Pietro e
Costanzo, ora Parrocchiale
(ricostruita da Francesco Gallo nel
Settecento) conserva la suggestiva
cripta databile ai primi anni del XII
secolo e il campanile due o
trecentesco. All'interno si trova,
inoltre, l'opera piú celebre di
Pietro da Saluzzo, ovvero gli affreschi
della Cappella di San Giorgio.
Sarà garantita da operatori
specializzati la visita ai cantieri di
restauro di San Costanzo al Monte.
Nell'antica Parrocchiale di
Sant'Antonio di Pagliero, posta
sopra il cimitero, si conservano,
nella cappella a sinistra
dell'altare, due colonne con bei
capitelli figurati scolpiti dai fratelli
Zabreri, originari della vallata,
autori di un'ampia serie di
manufatti in pietra scolpita -
soprattutto i tipici fonti battesimali
a calice poligonale, decorati da
una fitta scrittura gotica - diffusi
dalla Val Varaita a Cuneo e
datati a partire dalla metà del
Quattrocento.
Tra i prodotti piú notevoli della
bottega sono i portali delle
Parrocchiali di Dronero (1455) e di
San Damiano capoluogo
(rimaneggiato).
La piccola, deliziosa cappellina che si
affaccia sul torrente Maira conserva
all'interno, sulle pareti laterali, importanti
affreschi tardo-romanici, tra i pochi e
meglio conservati del Cuneese, che
rappresentano soggetti della Genesi e
altre scene, tra cui la Danza di Salomé,
e inoltre affreschi quattrocenteschi
nell'abside, con il Cristo benedicente in
gloria tra i quattro Evangelisti e i dodici
Apostoli, Santa Caterina e Sant'Antonio.
Costruita fra il XII e il XIII secolo, isolata e
a strapiombo su di uno stretto sperone
roccioso, è un accento di bellezza tra
prativi e le montagne. Conserva uno dei
più ricchi complessi di affreschi della
valle, tra cui particolarmente notevoli
quelli attribuiti all'anonimo "Maestro di
Stroppo".
La Parrocchiale di Elva è uno dei
monumenti più straordinari delle
Alpi Occidentali, sia per il suo
corredo di sculture - che
conservano ancora, a metà
Quattrocento, tipologie e
soggetti tolti ad un immaginario
medioevale fantastico e
simbolico - sia per il grandioso
ciclo di affreschi del presbiterio,
culminanti nella grandiosa scena
della Crocifissione che occupa
tutta la parete di fondo: l'opera
più celebre di un artista per
lungo tempo identiticato
semplicemente come "Maestro
d'Elva" e oggi riconosciuto in
Hans Clemer, il pittore dei
Marchesi di Saluzzo.
Situata fuori del paese, su una
deviazione dalla strada che
conduce a Monterosso, la
chiesina di Santa Maria
rappresenta, nell'isolamento e
nella natura rustica dell'insieme
un frammento eloquente del
Medioevo più remoto.
Documentata sin dal XII secolo,
conserva testimonianze che
sembrano far propendere per
un'origine assai piú lontana.
come la piccola lastra in pietra
con due volti umani e una croce
longoborda murata sopra la
porta d'ingresso (forse parte di un
sorcofago del VII secolo).
Nella navata destra si
conservano resti di affreschi
quattrocenteschi, raffiguranti due
Santi di notevole altezza, i cui
volti sono visibili al di sopra del
matroneo che li ha interrotti.
Vignolo-valle Grana.
È attestata sin dal XII secolo come una
delle dipendenze che l'abbazia di
Saint-Chaffre di Velay aveva lungo la valle
Stura: sorgeva, infatti, lungo una delle
strade di afflusso e deflusso dalla valle
Stura (una delle "vie del sale" verso
Nizza).
Costruita direttamente sulla roccia, la
chiesina conserva ancora intatta la sua
veste romanica, resa caratteristica dalla
singolare soluzione del campanile in
facciata, raro in Piemonte.
Sopra l'ingresso è appena visibile l'ombra
di un affresco (si distingue la palma
tenuta in mano da San Costanzo
martire). |
Tratto da : |
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